Agisci ora per un'Europa fur-free

Kristo Muurimaa/Oikeutta eläimille

Iniziativa dei cittadini europei

Humane Society International / Europe


Ogni anno, in tutto il mondo, più di 100 milioni di animali, come visoni, volpi, cincillà e cani procione, vengono allevati e uccisi per la loro pelliccia. Trascorrono la loro breve e misera vita in piccole e spoglie gabbie di metallo; possono ammalarsi ferirsi, automutilarsi e persino manifestare casi di cannibalismo. L’Unione Europea è tra i maggiori produttori e importatori di pellicce, con oltre 18 milioni di animali uccisi per la loro pelliccia nel 2020. Sebbene tredici Stati Membri dell’UE abbiano imposto un divieto totale sulla produzione di pellicce, l’allevamento di animali da pelliccia è ancora legale in diversi paesi e sia l’importazione sia la vendita di pellicce e prodotti di pellicceria all’interno dell’Unione e da Paesi terzi non sono soggette a restrizioni.

HSI/Europe, insieme a più di 70 organizzazioni, ha lanciato l’Iniziativa dei Cittadini Europei “Fur Free Europe” per chiedere che l’UE vieti l’allevamento di animali da pelliccia e l’importazione di prodotti di pellicceria. Una volta raggiunto 1 milione di firme convalidate, la Commissione Europea sarà tenuta a fornire una risposta formale.

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Perché l’allevamento di animali da pelliccia e la vendita di prodotti di pellicceria dovrebbero essere vietati?

Crudele ed eticamente insostenibile

La stragrande maggioranza degli animali allevati per la loro pelliccia è essenzialmente selvatica e la detenzione in piccole gabbie provoca stress e sofferenze insopportabili, poiché impossibilitati a esprimere i loro comportamenti naturali. I visoni, ad esempio, sono animali solitari, estremamente attivi, che si muovono su ampi territori, compresi laghi e fiumi. In una piccola gabbia di rete metallica sono costretti a vivere a contatto con altri animali e non possono sfogare le loro energie. Tutto ciò può portare ad automutilazione, aggressioni, cannibalismo e comportamenti ripetitivi dovuti allo stress. I visoni hanno anche bisogno di accedere all’acqua per nuotare e cacciare, cosa che non è possibile per gli animali allevati allo scopo di ottenerne la pelliccia. Anche le volpi e i cani procione possono soffrire di stress negli allevamenti. Il confinamento in piccole gabbie è dannoso anche per altre specie allevate, come i cincillà, che non sono in grado di soddisfare i loro bisogni primari, come saltare, scavare e fare regolarmente il bagno nella sabbia. Inoltre, i metodi di uccisione degli animali allevati per la loro pelliccia sono tutt’altro che umani e accettabili: i visoni vengono solitamente uccisi con il gas, le volpi e i cani procione con l’elettroshock anale e i cincillà con il gas, l’elettroshock o, in alcuni casi, con la rottura del collo.

Sebbene i sondaggi di opinione mostrino una crescente preoccupazione per il benessere degli animali negli allevamenti di animali da pelliccia e molti Paesi abbiano già preso provvedimenti per vietare l’allevamento di animali da pelliccia, l’attuale legislazione UE non è in grado di regolare i problemi di benessere intrinseci a questa industria; molteplici investigazioni negli allevamenti di animali da pelliccia in tutta Europa ne hanno evidenziato l’incongruità con il benessere animale.

Minaccia per l’ambiente e la biodiversità

L’allevamento di animali da pelliccia può avere un impatto dannoso sull’ambiente e sulla biodiversità europea. Gli allevamenti di animali da pelliccia possono inquinare acqua e suolo limitrofi. Inoltre, alcune delle specie allevate negli allevamenti sono considerate specie esotiche invasive in grado di causare gravi danni alla biodiversità. I visoni americani, che spesso scappano dagli allevamenti di animali da pelliccia, possono impattare non meno di 47 specie native europee, tra cui sei che sono minacciate di estinzione.

Rischio per la salute pubblica

Molte delle sostanze chimiche utilizzate nell’industria della pelliccia per la concia e la lavorazione sono potenzialmente irritanti per la pelle. Più di 45 sostanze o gruppi di sostanze chimiche associate al trattamento delle pellicce sono stati identificati come agenti pericolosi. L’uso di metalli tossici è particolarmente preoccupante, poiché non sono biodegradabili e si accumulano nell’organismo.

Durante la pandemia da coronavirus, si è scoperto che il SARS-CoV-2, il virus che causa il Covid-19, può essere trasmesso tra l’essere umano e il visone americano (la principale specie allevata per la sua pelliccia in Europa) e mutare, potenzialmente compromettendo l’efficacia dei vaccini. Questo crea serie preoccupazioni sul ruolo pericoloso che gli allevamenti di animali da pelliccia possono svolgere per la salute pubblica. Dall’aprile 2020, i visoni presenti in oltre 480 allevamenti in tutto il mondo hanno contratto il Covid-19.

È rilevante per il mio paese?

Visoni, volpi, cincillà e cani procione sono allevati in tutta l’UE per la loro pelliccia. Nonostante la chiusura di un gran numero di aziende nell’UE, soprattutto in Danimarca e nei Paesi Bassi, a seguito delle infezioni da SARS-CoV-2 registrate negli allevamenti di visoni, a dicembre 2020 erano ancora attivi più di 750 allevamenti di visoni, situati soprattutto in Finlandia, Polonia, Lituania e Grecia. Nel 2020, nell’Unione Europea sono state prodotte circa 18 milioni di pellicce.

Sebbene l’allevamento di animali da pelliccia sia vietato in 13 Stati Membri dell’UE, l’Unione rimane uno dei maggiori produttori globali di pellicce e allo stesso tempo un grande importatore di prodotti di pellicceria. Nel 2019 gli Stati Membri dell’UE hanno esportato ben 8112 tonnellate di pelli di visoni e volpi e ne hanno importate 854 tonnellate. Nonostante la pandemia da coronavirus abbia colpito il settore e il commercio in generale, i numeri UE rimangono enormi: 4597 tonnellate di pelli esportate e 213 tonnellate importate.

Dal primo di gennaio 2022, in Italia, è vietato allevare, far riprodurre in cattività, catturare e uccidere visoni, volpi, cani procione, cincillà e animali di qualsiasi specie per la finalità di ricavarne pelliccia. Con questo divieto, ottenuto grazie al lavoro di HSI/Europe e altre associazioni, verranno risparmiati ogni anno non meno di 60.000 visoni che, stando all’ultimo ciclo produttivo utile, ogni anno venivano appositamente allevati e uccisi per la loro pelliccia. Tuttavia, l’Italia è anche un paese importatore di pellicce e con un giro d’affari derivante dal loro commercio di 814 milioni di euro nel 2018.

Cos’è un’iniziativa dei cittadini europei?

A differenza delle comuni petizioni online, l’Iniziativa dei Cittadini Europei è il modo più efficace per i cittadini dell’UE di chiedere al governo dell’UE, ovvero la Commissione Europea, di proporre nuove leggi. Quando un’iniziativa raggiunge 1 milione di firme convalidate, la Commissione Europea è tenuta a rispondere.

Per far convalidare una firma, si richiede ai cittadini di fornire alcuni dati personali, che saranno utilizzati solo per il sostegno all’Iniziativa e non per altri scopi. I dati saranno cancellati una volta che l’Iniziativa sarà terminata e tutte le firme saranno state convalidate. Fur Free Europe segue tutti i requisiti di legge, il Regolamento generale sulla protezione dei dati (RGPD) e le norme vigenti sulla protezione dei dati.

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