In vista della riunione del G7 nel Regno Unito, appello al governo italiano per una fine permanente e globale dell’allevamento di animali da pelliccia per evitare future pandemie mortali

“Non si può mettere in pericolo la nostra capacità di controllare e porre fine a questa, o a future pandemie da coronavirus”, dicono gli esperti

Humane Society International / Europe


Mink on a fur farm
Jo-Anne McArthur

ROMA—In vista della riunione del G7 che si terrà questo mese, ai governi di tutto il mondo è stato chiesto di agire per concordare una fine permanente, a livello globale, dell’allevamento di animali da pelliccia per prevenire future epidemie, come quella da SARS-CoV-2. In Italia, l’organizzazione per la protezione degli animali Humane Society International si è rivolta al Primo ministro Mario Draghi, inoltrandogli anche una lettera firmata da 67 virologi, veterinari ed esperti di malattie infettive e salute animale e un rapporto dal titolo “L’allevamento di animali da pelliccia, il COVID-19 e i rischi di malattie zoonotiche”, con la richiesta di proteggere la salute pubblica, sostenendo un divieto globale di queste attività. HSI in Australia, Canada, Germania, India, Sud Africa, Regno Unito e Stati Uniti hanno anche rivolto questo appello ai loro rispettivi governi, a seguito di più di 400 focolai di SARS-CoV-2 negli allevamenti di visoni in Olanda, Danimarca, Polonia, Lituania, Grecia, Spagna, Svezia, Francia, Italia, Lettonia, Stati Uniti e Canada.

Mentre alcuni governi, come quello dei Paesi Bassi e dell’Ungheria, hanno intrapreso azioni decisive per fermare l’allevamento di visoni nelle loro giurisdizioni, e 14 paesi a livello globale hanno vietato completamente l’allevamento di animali da pelliccia, decine di milioni di visoni, volpi e cani procioni – tutte specie suscettibili al Covid-19 – continuano ad essere allevati intensivamente negli allevamenti in Europa, Cina, Russia e Nord America. In Italia, l’allevamento di visoni è stato sospeso fino al 31 dicembre 2021 a causa dei focolai di virus riscontrati. Nel paese ci sono sei allevamenti con circa 60.000 visoni, 26.000 dei quali sono stati abbattuti lo scorso anno.

Martina Pluda, Direttrice per l’Italia di Humane Society International, ha dichiarato: “Il governo italiano ha fatto bene a sospendere l’allevamento di visoni all’inizio di quest’anno, ma per affrontare seriamente il rischio Covid rappresentato dall’allevamento di animali da pelliccia, l’Italia e il resto del mondo devono chiudere definitivamente questa industria crudele e pericolosa. Confinare e ammassare migliaia di animali, in piccole gabbie metalliche, in condizioni di scarso benessere, per la produzione di pellicce non solo causa terribili sofferenze, ma favorisce inoltre lo sviluppo di serbatoi di patogeni zoonotici. Se i leader del G7 non affronteranno questa questione, metteranno gli interessi commerciali dell’industria della moda e della pellicceria davanti alla salute pubblica. Ci appelliamo a loro affinché facciano la cosa giusta per i cittadini e per gli animali”.

Una ricerca condotta nei Paesi Bassi utilizzando il sequenziamento dell’intero genoma ha rivelato che almeno 66 persone che lavoravano negli allevamenti di visoni sono state infettate dal virus SARS-CoV-2 in rari, ma preoccupanti, casi di trasmissione della malattia da animale a uomo. Una ricerca danese ha inoltre dimostrato che l’infezione nei visoni può portare a mutazioni delle proteine spike che, se trasmesse alle popolazioni umane, potrebbero potenzialmente minare l’efficacia dei vaccini. Nel gennaio 2021, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e l’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (OIE) hanno pubblicato una valutazione del rischio in cui si afferma che in Europa il rischio di spillover del virus SARS-CoV-2, dagli allevamenti di animali da pelliccia agli esseri umani, è “alto”.

Secondo la lettera degli esperti: “È chiaro che gli allevamenti di animali da pelliccia hanno il potenziale di agire come serbatoi di SARS-CoV-2 … le condizioni di allevamento intensivo tipiche degli allevamenti di animali da pelliccia – animali ammassati insieme in modo innaturale, in condizioni di scarsa igiene, stress, soggetti a lesioni e bassa diversità genetica – sono ideali per la creazione e la diffusione di nuovi agenti patogeni. Gravi carenze nel benessere degli animali sono inerenti all’allevamento intensivo di animali da pelliccia, e il commercio crea il potenziale per milioni di animali di agire da ospiti immediati, intermedi o amplificatori di patogeni virali. Rischiare di mettere in pericolo la nostra capacità di controllare e porre fine a questa, o a future pandemie da coronavirus, per salvaguardare la produzione di pellicce, risulta imprudente. Sosteniamo quindi l’appello di Humane Society International per una fine globale permanente della riproduzione, dell’allevamento e dell’uccisione di animali per la produzione e la vendita di pellicce”.

La lettera completa può essere letta qui.

I filmati girati negli allevamenti di tutto il mondo, rivelano ripetutamente condizioni di scarso benessere. Gli schemi di certificazione adoperati dall’industria della pellicceria non migliorano significativamente il benessere degli animali e non riducono in modo soddisfacente il potenziale rischio di malattie.

ALCUNI DATI:  

  • Dall’aprile 2020, focolai di Covid-19 sono stati documentati in 427 allevamenti di visoni in 12 diversi paesi d’Europa e del Nord America, tra cui Canada (3 allevamenti), Danimarca (290 allevamenti), Francia (1 allevamento), Grecia (23 allevamenti), Italia (2 allevamenti), Lettonia (1 allevamento), Lituania (4 allevamenti), Olanda (69 allevamenti), Polonia (1 allevamento), Spagna (4 allevamenti), Svezia (13 allevamenti) e Stati Uniti (16 allevamenti).
  • Ogni anno, più di 100 milioni di animali, tra cui visoni, volpi, cani procioni, cincillà e conigli, vengono uccisi per la loro pelliccia in tutto il mondo. Questo equivale a tre animali uccisi al secondo per la loro pelliccia.
  • L’allevamento di animali da pelliccia è stato proibito e/o è in fase di dismissione in numerose nazioni europee come Austria, Belgio, Bosnia-Erzegovina, Repubblica Ceca, Croazia, Macedonia, Paesi Bassi, Norvegia, Lussemburgo, Serbia, Slovacchia, Slovenia e Regno Unito. Più recentemente il parlamento estone ha votato a favore di un divieto sull’allevamento di animali da pelliccia e l’Ungheria ha vietato l’allevamento di visoni e volpi, mentre in Francia si sta discutendo un divieto di allevare visoni e l’Iralnda si è impegnata a presentare una legislazione in merito entro quest’anno.
  • Anche la Bulgaria, la Lituania, il Montenegro e l’Ucraina stanno attualmente considerando di vietare l’allevamento di animali da pelliccia. In Finlandia il partito di maggioranza della coalizione di governo ha recentemente annunciato il suo sostegno a un divieto degli allevamenti di pellicce.
  • Negli Stati Uniti, la California è diventata il primo stato americano a vietare la vendita di pellicce nel 2019, dopo divieti simili in città come Los Angeles, San Francisco, Berkeley e West Hollywood. Nel 2020, i legislatori delle Hawaii e del Rhode Island hanno introdotto proposte di divieto alla vendita di pellicce, così come altre città del Minnesota e del Massachusetts.

FINE

Contatto: Martina Pluda, Direttrice per l’Italia; mpluda@hsi.org; 3714120885

METTIAMO FINE ALL’ALLEVAMENTO DI ANIMALI DA PELLICCIA IN TUTTO IL MONDO, UNA PRATICA CRUDELE E MORTALE!

Kristo Muurimaa/Oikeutta Elaimille